Business English: un must per leader e team aziendali

Il primo forte impatto del business English, ossia della mia scarsa capacità di districarmi in conversazioni più o meno complesse, lo ebbi nell’ormai lontano 2013. In quell’anno presi la difficile decisione di lasciare Accenture per intraprendere un percorso (in realtà durato poco) in una multinazionale svedese.

Il mio “credo” si basa sul fatto che ogni esperienza, anche quelle che sul momento sembrano poco esaltanti o non in linea con le proprie capacità, in realtà offrono opportunità di miglioramento importanti.

In effetti quel salto mi obbligò a imparare (e per imparare intendo il passaggio che si fa quando si strimpella uno strumento o lo si suona veramente) la lingua Inglese.

Mi resi infatti conto che se in Italiano vali 100, e non sai esprimerti correttamente in inglese, il tuo valore scende a 60 (o anche meno), e succede che ti vai a confrontare con qualche tuo collega estero che magari in termini assoluti è meno in gamba di te, ma comunica perfettamente. Risultato: direi umiliante.

Non è più solo una questione di multinazionali o di ruoli dirigenziali: oggi ogni professionista si trova, prima o poi, ad affrontare una situazione di questo tipo:

  • Un meeting con un partner estero
  • Una presentazione in un evento internazionale
  • Una cena di networking con colleghi di altre nazionalità

Non vi è mai successo di dover affrontare una di queste situazioni, in cui siete obbligati a parlare tutta la sera in inglese? E magari non solo del vostro lavoro, dove la terminologia è “tecnica” e anche più semplice per voi, ma anche dover affrontare i classici discorsi del più e del meno, dove l’assenza di vocabolario fa la differenza.

Ho capito, sulla mia pelle, che l’inglese non è solo la lingua del business. È la lingua della connessione, delle opportunità, della crescita.

Perché il Business English è fondamentale nei ruoli di leadership?

 

Un leader deve saper comunicare con chiarezza e sicurezza, non solo con il proprio team, ma con clienti, investitori e stakeholder di ogni parte del mondo. Saper negoziare, ispirare e persuadere in inglese può fare la differenza tra chi guida il cambiamento e chi lo subisce.

Ancora mi viene da sorridere (o da piangere) se penso a discorsi pubblici di politici che ricoprono ruoli chiave, o più semplicemente ad alcuni CxO level o imprenditori (o persone che si definiscono tali) che (non) comunicano in un inglese così imbarazzante o con cadenze dialettali (che per carità, sono anche belle per certi versi perchè mantengono viva l’italianità) da farti concentrare non sul COSA si dice, ma sul COME lo si dice.

Non è solo questione di grammatica, ma di impatto

  • Essere convincenti nelle presentazioni: Un leader che fatica a esprimere le proprie idee perde autorevolezza.
  • Gestire trattative internazionali: Un’espressione sbagliata può compromettere un accordo (la non-cultural awareness può seriamente compromettere relazioni)

  • Creare relazioni di valore: Il linguaggio è il primo ponte verso la fiducia e la collaborazione.

E nei team? L’inglese è l’abilitatore della collaborazione globale

Anche chi non ricopre ruoli di leadership deve sapersi muovere con agilità in un contesto internazionale. Basta pensare a:

  • Meeting con colleghi di altre nazionalità

  • Call con fornitori o clienti stranieri

  • Partecipazione a eventi e fiere di settore

  • Networking informale: una chiacchierata a cena può diventare un’opportunità di business

Non basta “cavarsela”: serve una vera strategia

Molti professionisti pensano di sapere l’inglese, ma quanti sono davvero in grado di trasmettere valore in un contesto business?

  • Business English non significa solo conoscere la lingua, ma saperla usare in modo strategico
  • Scegliere il tono giusto (formale, colloquiale, persuasivo)
  • Gestire le differenze culturali nella comunicazione

  • Semplificare il messaggio senza perdere autorevolezza

Investire nel miglioramento del proprio Business English significa aumentare le proprie opportunità di carriera, essere più competitivi e avere un impatto più forte in un contesto globale, l’ho imparato sulla mia pelle.

Per questo ho deciso che tra le attività principali, legate al mondo della formazione e del coaching, il Business English non poteva assolutamente mancare nella mia azienda.

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